Loose parts: constitutive equations

Il linguaggio costruttivo, così definito da Malaguzzi, è un codice espressivo che valorizza il fare trasformativo e cognitivo del bambino, permettendogli di risemantizzare e ricostruisce le proprie conoscenze sul modo. Attraverso l’esperienza diretta con il materiale il bambino elabora la propria personalità con una progressiva comprensione della realtà spaziale, oltre che assorbire importantissimi concetti logico-matematici e geometrici, quali pieno/vuoto, alto/basso, equilibrio/disequilibrio, etc.

L’approccio creativo-costruttivista promosso dal Reggio Approach invita il bambino alla conquista di un pensiero progettuale e costruttivo (nel senso latino del termine disporre, ordinare), attraverso il quale mettere alla prova idee, oggetti, strutture. Il pensiero costruttivo conduce, di fatto, il bambino allo sviluppo di varie e importanti competenze, fra le quali:

  • Raggruppare, ordinare, classificare materiali secondo criteri differenti;
  • Identificare le proprietà fisiche degli oggetti, confrontandone qualità e quantità;
  • Esplorare le proprietà euristiche di oggetti e strumenti di varia natura;
  • Individuare le posizioni e i possibili movimenti degli oggetti nello spazio;
  • Riflettere, confrontare, investigare diverse modalità di esecuzione di uno stesso gioco (pensiero laterale).

Da questo si può comprendere come mai sia così importante scegliere e selezionare il materiale giusta da proporre nel gioco del bambino.

Il materiale costruttivo strutturato

È sicuramente il materiale più facile da reperire in commercio, caratterizzato generalmente da mattoncini di varie forme in materiale plastico o in alcuni casi in legno. Ha lo svantaggio di offrire al bambino una limitata possibilità di conoscenza materica e sensoriale. Dall’altro, però, favorisce l’acquisizione di strategie di modelling. Queste prevedono la presenza di un soggetto considerato come modello da osservare e ricopiare attraverso l’uso di mattoncini di diverso colore e forma. Il modelling risulta una strategia efficace nell’interazione adulto e bambino, in quanto l’adulto può mostrare il “come si fa” e invitare il bambino a riprodurne movimenti e incastri. La dimensione della partecipazione e del dialogo incoraggia la co-costruzione del gioco.

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Recentemente, il neuropsicologo Daniel B. LeGoff (LEGO® Therapy, 2004) ha sottolineato i vantaggi offerti dal modelling nel trattamento terapeutico di bambini/e, ragazzi/e con difficoltà di comunicazione, ansia, disturbi dello spettro autistico e altri disturbi dell’età evolutiva.

“Loose parts”: Il materiale costruttivo destrutturato

A differenza del precedente, questa tipologia permette al bambino di elaborare un progetto in maniera più libera (loose appunto) e al contempo sperimentare le qualità materiche degli oggetti (fisiche, termiche, sensoriali), attraverso processi di categorizzazione, assimilazione e differenziazione. Questo materiale appartiene alla vita quotidiana: oggetti semplici, apparentemente insignificanti e di nessun valore, ma che suscitano nel bambino interrogativi, stupore, creatività. Vere e proprie provocazioni che conducono a così complessi e duraturi percorsi fatti di prove, esperimenti, errori. Affermava Bruno Munari, convinto precursore delle relazioni possibili fra gioco, creatività e materiali informali: «un bambino abituato a vedere trasformare le cose diventerà creativo e non si annoierà mai».

Senza titolo

I materiali destrutturati sono elementi di origine sia naturale sia artificiale facilmente reperibili: stoffe, bottoni, rametti di legno, blocchi di legno, foglie, conchiglie, pigne, scatole di cartone, rotoli di carta di varie dimensioni, tubi e fusi di cartone, tappi di diverse dimensioni, coperchi di barattoli, vecchi gomitoli, bobine tessibili, contenitori di plastica riciclata, nastri, rocchetti etc.

Costruttività Micro, quindi, ma anche Macro: perché “costruire in grande” – sia in termini di spazio che di tempo –  in termine di relazione e opportunità di incontro fra bambini e adulti significa apertura a mondi possibili. E quindi teli, cuscini, scatoloni, seggioline, tappeti, etc. non implicano un uso riduttivo ma stimolano una pluralità di azioni e funzioni al servizio dell’immaginazione del bambino.

Concludendo, il linguaggio costruttivo è in grado di attivare nel bambino (costruttore di intelligenze e quindi protagonista competente del suo conoscere) complessi meccanismi di ragionamento ed apprendimento, che a partire dall’offerta di esperienze sensoriali sfociano poi in esperienze sempre più complesse e simboliche.

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Per saperne di più:

Edwards C., Gandini L., Forman G., (2017). I cento linguaggi dei bambini. L’approccio di Reggio Emilia all’educazione dell’infanzia. Junior

Guerra M. (2017). Materie intelligenti. Il ruolo dei materiali non strutturati naturali e artificiali negli apprendimenti di bambine e bambini. Junior

Munari, M. (1981). Da cosa nasce cosa. Appunti per una metodologia progettuale. Laterza

Nicholson, S. (1971). How NOT to Cheat Children: The Theory of Loose Parts. Landscape Architecture 62: 30–34

Beloglovsky, M. e Daly, L. (2015). Loose Parts: Inspiring Play in Young Children. Readleaf Press